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Ancora una volta la Fisica ha come protagonista gli italiani. Dopo la misurazione dei neutrini più veloci della luce, opera di un team guidato da un italiano, oggi una nuova impresa: La particella di Dio.

“Questo risultato, certamente significativo anche se non definitivo – ha dichiarato Fernando Ferroni, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) - è stato conseguito da esperimenti guidati da italiani che, al pari di quelli che dirigono tutti gli altri esperimenti di Lhc, vengono dalla grande fucina dell’Infn, dalla scuola italiana di fisica. E’ la dimostrazione che, in questa disciplina, siamo in grado di competere ad altissimo livello nel mondo attraverso professionisti stimati in ambito internazionale e chiamati a dirigere le ricerche di punta della fisica contemporanea”.
Sono stati Guido Tonelli e Fabiola Gianotti (responsabili di Atlas e Cms ) a voler approfondire la teoria ipotetica del Bosone di Higgs, e sono prossimi a scoprire la sua reale esistenza. Questa particella spiegherebbe il perché tutti i corpi hanno una massa, differente. Infatti Peter Higgs, un fisico scozzese, ipotizzo’ nel 1964 l’esistenza di un campo di energia dove era presente la particella!Questo campo di energia permea tutto l’universo e le particelle acquisiscono la loro massa interagendo con esso: quelle che interagiscono in modo forte hanno una massa maggiore, quelle che interagiscono in modo debole una minore. Appunto per il suo grande “potere” la particella fu chiamata “La particella di Dio”,anche se Peter Higgs non ne era entusiasta.
C’è la possibilità che questa particella esista e abbia una massa pari a circa 122 volte quella di un protone. Tuttavia ha un difetto: il «bosone di Higgs» non è mai stato rilevato sperimentalmente. La ricerca è stata condotta da due squadre differenti (con gli esperimenti denominati Atlas e Cms) ciascuno all'oscuro dei risultati dell'altro. Entrambe hanno lavorato in collaborazione con il Cern e con l'Organizzazione europea per la ricerca nucleare vicino a Ginevra. La Gianotti, che fa parte della squadra Atlas, ha dichiarato che l'intervallo in cui con maggiori probabilità si potrebbe rinvenire il bosone di Higgs, si trova ai livelli di energia più bassi: tra 124 e 126 miliardi di elettronvolt (GeV), ciascuno con uno scarto compreso fra 2,5 e 3 deviazioni standard. Non si puo parlare ancora di una scoperta,infatti il termine <<scoperta>> non è stato mai pronunciato nel corso del seminario di presentazione dei risultati, ma se la teoria venisse confermata, sarebbe l’ultima particella mancante del Modello Standard. Questa pur essendo la teoria più avanzata,lascia numerose domande senza risposta. |